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Daltonismo: sintomi e cause

Il termine daltonismo indica un insieme di alterazioni che provocano una limitazione parziale o totale della percezione dei colori dovute a difetti nei fotorecettori presenti sulla retina. Le persone di sesso maschile, in genere, ne soffrono con maggior frequenza rispetto a quelle di sesso femminile (8:1) e si stima che in Italia le persone daltoniche siano circa 2,5 milioni.

Ne parliamo con il dottor Pietro Rosetta, Responsabile di Oculistica di Humanitas San Pio X.

Come si manifesta il daltonismo? 

Il daltonismo è caratterizzato da forme totali o parziali di deficit di percezione di uno o più colori e può essere presente in un solo occhio (daltonismo monolaterale) o in entrambi (daltonismo bilaterale). La percezione dei colori avviene grazie ai fotorecettori della retina, detti coni, specializzati nella rilevazione di lunghezze d’onda specifiche dello spettro visivo. Nel daltonismo, la funzionalità di questi coni è compromessa, determinando un’alterazione totale o parziale o un’anomalia della percezione dei colori.

La condizione più rara di daltonismo è chiamata acromatopsia e si manifesta con elevata fotosensibilità e assenza della percezione di tutti i colori. La forma più comune di daltonismo, invece, è caratterizzata da un deficit nella percezione del rosso e delle sue sfumature, chiamata protanopia o protanomalia. Si parla invece di deuteranopia quando la persona ha un’insensibilità al colore verde, mentre una percezione attenuata è definita deuteranomalia. Per il giallo, il blu e il violetto, l’incapacità di distinguere tra questi colori si chiama tritanopia, mentre un’attenuata percezione cromatica è chiamata tritanomalia.

Quali sono le cause del daltonismo?

La causa più comune di daltonismo è di origine genetica ed è legata a mutazioni nei geni situati sul cromosoma X. La protanopia e la deuteranopia sono più frequenti nelle persone di sesso maschile (XY) poiché questi possiedono un solo cromosoma X, mentre nelle femmine (XX) è necessario che la mutazione sia presente su entrambi i cromosomi X affinchè si manifesti il daltonismo. 

Esistono anche forme di daltonismo acquisito, come ad esempio nella cataratta che può portare a sensibilità al blu-giallo, o nella maculopatia

Come si diagnostica il daltonismo? 

Per la diagnosi del daltonismo si ricorre a test specifici eseguiti dallo specialista in oculistica, che prevedono la visione di tavole con punti colorati che formano numeri su uno sfondo puntinato (Tavole di Ishihara): le persone con daltonismo non riescono a distinguere correttamente le cifre rispetto allo sfondo. Per valutare in maniera più approfondita il grado e il tipo di deficit cromatico si può utilizzare inoltre anche il Test di Farnsworth che consiste nel disporre una serie di colori in sequenza basandosi sulle sfumature rispetto a un colore di riferimento.

Sulla base della tipologia di daltonismo e grado di alterazione della percezione cromatica, alla persona può essere consigliato di indossare lenti speciali progettate per migliorare la percezione dei colori. Al momento, infatti, non sono disponibili cure per il daltonismo.

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